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AMARCORD: Targa Florio 1907-1919
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Messaggio AMARCORD: Targa Florio 1907-1919 
 
ImageProseguendo nella storia della Targa Florio attraverso queste
righe racconterò del periodo che va dal 1907 al 1919. Periodo
che certamente conobbe lo splendore ma anche un
decadimento, il primo a mio parere, con gli eventi bellici nel
bel mezzo e la successiva ripresa. Il successo della prima
edizione, propagandata da tutta la stampa europea con i
resoconti degli inviati speciali, fece assumere alla Targa
Florio un ruolo di assoluta preminenza su tutte le altre gare
che si svolgevano nel vecchio continente. Fu opinione unanime degli sportivi europei, dei
costruttori, dei piloti, che se una macchina tagliava il traguardo della Targa era certamente una
macchina ben costruita. Il pilota che la vinceva era sicuramente un grande campione.
Queste convinzioni s’imposero da subito nella mente della gente tanto e vero che negli anni futuri la
Targa Florio venne sempre considerata una superba prova di collaudo per costruttori e piloti.
Ciò crebbe la fama della Targa tanto da far piovere sul tavolo di Vincenzo Florio numerose
iscrizioni quando annunciò la disputa della II edizione per il 21 aprile del 1907. Tutte le case
costruttrici con i migliori piloti s’iscrissero. Quarantasei vetture rappresentanti tutte le Marche
automobilistiche si presentarono alla partenza della Targa Florio. Tra esse si annovera il debutto
della Opel guidata dal suo stesso costruttore Fritz Opel. Purtroppo l’esordio non fu felice perché
costretto al ritiro nel corso del primo giro per avere investito un capra nei pressi di Petralia Sottana.
Tra i piloti italiani spiccano Vincenzo Lancia e Felice Nazzaro, autista di Vincenzo Florio, oltre a
Italo Cagno già vincitore della prima edizione.
La Targa, a riprova di essere un severo banco di prova, vede anche il debutto di nuovi pneumatici
Michelin che avevano la peculiarità di smontarsi con tutto il cerchio e non, invece, si toglieva solo il
pneumatico come era stato sino ad allora. Una novità rivoluzionaria per quel tempo che si perpetua
ancora oggi nelle gare automobilistiche. Inoltre i rifornimenti erano previsti solo ai box e non lungo
il percorso. Don Vincenzo Florio approntò 26 box.
Anche la seconda edizione della Targa Florio si apprestava a vivere una lotta serrata tra l’industria
francese e quella italiana oltre che tra piloti italiani e francesi. Ed infatti fu subito lotta agguerrita
sin dai primi metri. Al termine del primo giro i piloti italiani Trucco, Lancia, Cagno, Nazzaro con
macchine italiane precedevano le vetture francesi guidate dal più famoso Wagner Louis. Fu un
duello sportivo fino all’ultimo secondo. Vincenzo Lancia faceva segnare il giro più veloce, mentre
Nazzaro, figura esile, domava la sua Fiat 28/40 al debutto e procedeva con molto regolarità. Nel
corso del secondo giro V. Lancia a causa di problemi alle gomme scivolava di classifica, F. Nazzaro
e L. Wagner invece risalivano. Era sorprendente Nazzaro che fece registrare lo stesso tempo con il
quale aveva fatto il primo giro. Il francese Wagner, secondo, nel corso del terzo giro, sferrò
l’attacco a Nazzaro ma la sua Darracq ruppe la trasmissione ritirandosi. Cosi Felice Nazzaro
sempre regolare tagliava vittorioso il traguardo della II edizione della Targa Florio mandando in
visibilio i numerosi spettatori presenti alle tribune. Pilota e vettura italiana trionfavano sulle rivali
francesi. La crisi della maggiore casa costruttrice francese Darracq cominciò da questa sonora
sconfitta in Targa sino alla chiusura definitiva della fabbrica. Ancora una volta la Targa Florio
esaltava il successo della vettura e le doti di campione del pilota. Se si tiene conto delle migliaia di
curve e di salite e discese del circuito, sembra quasi incredibile che vi fossero piloti capaci di
guidare con tale regolarità le poco maneggevole macchine su una strada dove il pericolo era sempre
in agguato. Questa peculiarità della regolarità negli anni futuri ha sempre premiato vetture e piloti
portandoli al successo. La Targa Florio era anche questa.
L’edizioni che seguirono negli dal 1098 al 1910 non conobbero lo stesso successo del 1907
(definita la “trionfale”) a causa della crisi economica che investi il nostro continente, senza
risparmiare l’industria automobilistica. Infatti nella terza edizione del 1908 appena tredici vetture
presero il via alla Targa. Vinse Trucco su Isotta Fraschini secondo V. Lancia su Fiat, mentre
Nazzaro fu costretto al ritiro. L’anno seguente,1909, la Targa Florio dovette fare i conti con lo
sgomento nazionale provocato dal disastroso terremoto di Messina. Essa fu disputata più per
ottemperare ad un impegno con le organizzazioni sportive. Vinse F. Ciuppa, primo pilota siciliano a
vincere la Targa, con la SPA davanti a Vincenzo Florio su Fiat, pilota per far numero. L’edizione
del 1910 fu squallida sotto ogni aspetto. Scarsa la partecipazione dei piloti e tra essi nessun pilota
famoso. Premi ridotti molto più bassi degli anni precedenti : al vincitore una targa e mille lire in
contanti. Gli spettatori sulle tribune e lungo il percorso erano sparuti. Per la cronaca sportiva vinse
Cariolato su Franco. Don Vincenzo Florio consapevole delle poco brillanti ultime edizioni della
Targa negli anni che vanno dal 1911 al 14 tentò di rilanciare la corsa con alcuni accorgimenti.
Nell’edizione del 1911 fece spostare la partenza sulla piccola salita dopo la stazione di Cerda dove
rimase sino al 1977 e dove tuttora è in uno stato di incompleto abbandono. Questa idea la si deve a
Donna Lucia seconda moglie di V. Florio. La partecipazione di piloti e costruttori non fu certo delle
migliori, vinse Ceirano su Scat. Nel triennio successivo dal 1912 al 14 Don Vincenzo Florio volle
rilanciare la sua Targa approntando una gara profondamente diversa dalle precedenti. Una gara che
fosse in grado di entusiasmare i piloti e l’industria automobilistica ,da una parte e dall’altra forte
richiamo per gli sportivi e la stampa. Un’altra motivazione era la necessità di stimolare ed
invogliare le autorità pubbliche competenti del tempo a costruire in Sicilia delle strade adatte per le
autovetture. In seguito ad un colloquio di Florio con un suo amico Ingegnere nacque il Giro di
Sicilia. Un circuito perimetrale dell’isola di Km 965 , con partenza ed arrivo a Palermo, Foro
Italico, attraverso paesi e città : Termini Imerese, Messina, Acireale, Catania, Lentini, Siracusa,
Avola, Noto,Vittoria, Porto Empedocle, Mazzara, Marsala, Trapani, Palermo. Questa nuova
formula fu prodiga di idee innovative per le costruzioni automobilistiche e stradali. L’idea venne
subito accolta con entusiasmo e le adesioni dei piloti e costruttori europei non si fecero attendere
raggiungendo il numero di ventisei iscritti. Tra le autovetture predominavano le marche italiane su
quelle straniere e tra queste per la prima volta partecipavano le americane Overland e Ford. Una
curiosità tra le vetture italiane destò la presenza di una macchina chiamata Florio. Il costruttore era
nientemeno che Vincenzo Florio,patron della Targa,che aveva impiegato notevoli capitali per
costituire una società che costruisse vetture col suo nome: Florio. La direzione tecnica era affidata
ad un certo Cravero che la guidò in corsa in coppia con Bellini.Invece la direzione commerciale era
affidata ad un giovane brillante e promettente manager di nome Vittorio Valletta che dopo molti
anni sarebbe diventato il Presidente della Fiat. Il debutto della vettura non fu proprio felice e si
classificò al decimo posto. Il 25 maggio del 1912 il Giro di Sicilia-Targa Florio prese il via
suscitando molto entusiasmo tra la popolazione sparsa per le strade dell’isola. Tra i piloti si accese
sin dal primo istante un’agguerrita lotta stimolati e incuriositi dalla nuova formula. Alla fine vinse
.Snipe-Pedrini su Scat. Il gradimento di piloti e costruttori della nuova formula della Targa Florio
incoraggiò Vincenzo Florio tanto che la ripropose negli 1913 e 1914. Dato l’impegno di forze che la
gara richiedeva ai piloti Don Vincenzo introdusse la novità di farla svolgere in due tappe. Nel 1913
ritornò alla vittoria F. Nazzaro su una vettura di sua costruzione la Nazzaro, mentre nel 1914 vinse
Ceirano su Scat con un tempo di 16 h 51 primi e 31 secondi, abbassando notevolmente i tempi
impiegati negli anni precedenti. Intanto quell’anno soffiavano venti di guerra e i fatti di Sarajevo
portarono l’Europa al primo conflitto mondiale. Cosi come la vita delle genti cambiò anche la Targa
Florio dovette fermarsi. Solo alla fine del periodo bellico e sul finire dell’anno del 1919, Vincenzo
Florio, oramai più che un giovanotto, non avendo mai dimenticato la Sua creatura, decise con
decisione di riprendere lo svolgimento della Targa Florio. Consapevole delle difficoltà cui andava
incontro a causa delle ferite che la guerra aveva lasciato in tutta Europa e che era alle prese con la
ricostruzione, Don Vincenzo chiese aiuto ai suoi vecchi amici francesi de L’Auto di Parigi che a
loro volta lo incoraggiarono non poco. Si mise subito al lavoro assieme ai suoi collaboratori
palermitani di sempre ed il 23 novembre 1919, data inconsueta per la Targa, si svolse la 10
edizione. Vincenzo Florio non aveva dimenticato le Madonie quale teatro naturale della gara e,
abbandonando la formula Giro di Sicilia, ritornò su quelle strade ma non il percorso di 148 km.che
aveva visto nascere la Targa, ma uno più ridotto di 108 km.da ripetersi quattro volte anziché tre. La
partenza traguardo era lo stessa, poi Cerda, Caltavuturo, piuttosto che proseguire per Castellana e le
Petralie si svoltava a sinistra giù per Polizzi Generosa,quindi Collesano, Campofelice,
Buonfornello, stazione di Cerda, traguardo. Praticamente venivano soppressi dal percorso i paesi di
Castellana, le Petralie, Geraci, Isnello. Questo percorso che negli anni futuri diventò definitivo,
venne e tuttora chiamato “ Medio Circuito delle Madonne”. Presero parte alla gara venti vetture
guidati da alcuni piloti famosi : Boillot, Thomas, alcuni sconosciuti Enzo Ferrari,Antonio Ascari,
Giuseppe Campari,Giulio Masetti divenuti famosi qualche anno dopo. La gara fu avversata dal
maltempo. Vinse Andrè Boillot con una Peugeot “L 25 “ denominata la “ Belle Helene” con un
rocambolesco finale sul traguardo, dopo aver urtato le tribune e un tentativo, subito sanzionato dai
commissari, di tagliare il traguardo a marcia indietro.

Dott.Nino Colombo


BIBLIOGRAFIA:
Fonte d’informazione e documentazione per la composizione del presente e precedente testo è stata la rivista “Rapiditas”
organo ufficiale della Targa Florio dal 1906 al 1930.
Ed inoltre le riviste:
“Auto Italiana” - Roma, “Autosprint” - Bologna, “Motor” - Roma.
Ed inoltre sono stati consultati i libri:
“La Favolosa Targa Florio” di Giovanni Canestrini – Ed. LEA - 1965
“Targa Florio” di W.F. Bradley – Ed. GT Foulis & C. Ltd. - Londra 1965
“La Targa Florio” di Alvarez Garcia – Ed. Novecento - 1986
“La Leggendaria Targa Florio” di Pino Fondi - Ed. Nada Editore – 1989

 



 
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